Verso le Midterm!
Il “panorama” a metà strada: osservando Donald Trump.

Avete presente quell’individuo dall’acconciatura bionda e particolarmente appariscente? Intendo quell’essere dal potere talmente sconfinato che potrebbe radere al suolo il pianeta Terra se solo volesse, tra l’altro si veste spesso coi colori della bandiera degli Stati Uniti, effettivamente alcuni lo percepiscono come un simbolo americano semovente; ma sì dai che lo conoscete, spesso fa uscite pubbliche in cui si auto-elogia e in cui tende a far passare il messaggio che la forza spropositata che possiede è guidata solo dalla sua volontà e non conosce limiti esterni di altro tipo…avete capito a chi mi sto riferendo vero?
Esatto! A Patriota della celebre serie tv “The Boys”: il personaggio (il cui nome in lingua originale è Homelander) interpretato da Antony Starr che nell’opera recita nei panni di questo supereroe che poi tanto eroe non è (e mi fermo per evitare spoiler); ma la descrizione che ho fatto precedentemente forse vi ha fatto pensare a qualcun altro no? Magari all’attuale presidente degli Stati Uniti d’America; e allora facciamo un gioco, vi elenco alcune frasi di entrambi senza rivelarvi chi le ha effettivamente pronunciate, facciamo due per ognuno.
-“I miei poteri sono illimitati”- suggestiva no? Proseguiamo con -“L’unica cosa che conta in questo mondo è il potere. E io ne ho più di chiunque altro”- e direi che anche qui la dichiarazione si esplica da sola; poi abbiamo -“Sono la persona più temuta si sempre”- e infine -Non sono come voi. Sono più forte. Sono più intelligente. Io sono migliore!”-.
Ebbene sì, due delle frasi sopra riportate sono state pronunciate da Donald Trump in persona, il che potrebbe comunque passare inosservato se non fosse le sue parole vengano costantemente supportate da fatti altrettanto preoccupanti.
Ciò che è certo è che potremmo stare a parlare per ore del magnate di New York, della sua politica estera intransigente e spregiudicata, del suo disprezzo del diritto internazionale, come potremmo discutere delle sue menzioni negli Epstein files, o dei suoi reiterati tentativi di rinforzare il potere dell’esecutivo a discapito del Congresso, oppure si potrebbe parlare del suo celebre cameo nel film “Mamma ho riperso l’aereo” o ancora della sua amicizia incrollabile con un certo Netanyahu che sta radendo al suolo una certa frazione del medio oriente, forse ne avete già sentito parlare.
Per quanto i temi sopracitati siano senza dubbio di grande rilevanza e consentono di mettere molta carne al fuoco per quanto riguarda il nostro personaggio, si rischierebbe di ricadere in sentieri già tracciati, oppure di cimentarsi in una trattazione che non aggiunge nulla di fatto all’analisi della figura di Trump; per questo di seguito proverò ad offrire degli spunti di riflessione che esulano da una sterile cronaca dei fatti che lo riguardano i quali possono essere tranquillamente reperiti digitando su internet “Trump scandali” (davvero, provateci e ne avrete per una giornata intera).
Viviamo sì in un’epoca in cui tutto è opinabile con le informazioni che vengono consumate e rielaborate all’infinito; tuttavia, alcuni fatti sono oggettivi e sono alla portata di tutti, se c’è chi non li vede non è perché costoro siano ciechi, ma perché permettono che gli si vengano tappati gli occhi.
Per usare una celebre citazione -“Il potere logora chi non ce l’ha”- ed in effetti potrebbe essere vero, quante volte capita di voler agire in una determinata situazione, dalla più quotidiana delle disavventure alla più universale della catastrofi, senza effettivamente avere il potere di farlo, eppure alcuni semplicemente “possono” e se pensiamo al concetto di potere sfido chiunque ad affermare che nel mondo reale il presidente degli Stati Uniti non sia uno dei primi personaggi a venirvi in mente.
Ecco se lo spogliamo di tutte le sue sovrastrutture, dei suoi scandali, ma anche del suo denaro e della sua figura, del biondo in giacca blu e cravatta rossa rimane “solamente” (si fa per dire) l’uomo più potente del mondo.
Proviamo un attimo a fare un passo indietro e a provare a capire che cosa significa essere in grado di agire fino a questo punto, probabilmente l’unico limite è la propria condizione terrena, la dimensione divina rimane intangibile no? Per quanto l’esistenza di Dio si possa dibattere, il concetto di “onnipotenza divina” rimane valido sulla carta se si escludono determinati paradossi; prendiamo quindi il Papa come manifestazione di questa dimensione divina, tradotto: l’unica caratteristica che manca all’uomo più potente del mondo, sapete cosa afferma Trump in merito al Papa? -E’ un debole…Se io non fossi alla Casa Bianca, lui non sarebbe in Vaticano- ed ecco che anche l’unico limite comprovato alla potenza terrena va “a farsi benedire” per usare un eufemismo.
E allora addentrandoci ancora più a fondo in questa analisi tengo in conto quelli che molti pensano di Trump, e vale a dire che “è un pazzo”, ma se vi dicessi che non è un folle? Che è solo troppo potente? Per questo spunto di riflessione mi rifaccio alla teoria di Dacher Keltner sullo studio del potere, la quale analizza il calo dell’empatia nei soggetti che ricoprono posizioni di potere, sia appunto correlata con le facoltà. Che questi individui possono appunto esercitare.
Quindi tutti i potenti sono cattivi? No, ovviamente la questione è più profonda di così, quel che è certo però che l’estrema capacità di poter decidere soprattutto delle condizioni altrui, compromette la lucidità e l’etica; ciò ovviamente si può evitare (come lo stesso Keltner illustra), ma solo nel momento in cui vi sono dei contro bilanciamenti, delle costanti prese di coscienza personali e il mantenimento di un contatto solido con la realtà che prescinde dalla posizione che si ricopre: spogliarsi quindi dell’ultimo indumento, così da essere a intervalli stabili solo l’uomo più potente del mondo.
Eppure, Trump questo non lo fa, egli è completamente identificato con ciò che “può” probabilmente anche perché ciò che egli “è” risulta compromesso dagli innumerevoli fatti di cronaca che lo riguardano (di nuovo mi tocca richiamare a titolo esemplificativo i file di Epstein); e allora se per rimanere saldi al potere senza perdere la testa bisogna essere persone quantomeno non abominevoli, nel momento in cui ciò non è possibile e l’opinione pubblica lo sa, come ci si può assicurare la loro fiducia? Semplice (anche qui si fa per dire) si attua il trucco più comune di qualsiasi mago: la misdirection.
In cosa consiste questo depistaggio? Beh un mago attirerebbe la vostra attenzione su una parte della messa in scena, ad esempio agitando davanti ai vostri occhi una mano mentre con l’altra esegue il trucco proprio quando non siete concentrati; un politico fa più o meno la stessa cosa, distoglie il vostro sguardo dalla sua persona che palesemente non è adeguata a gestire il potere, e rivolge i vostri occhi verso altro: gli immigrati, la Russia, l’Iran, “i cattivi” e i generale tutto ciò che (strumentalizzato a dovere) può farvi del male; così che tra un appariscente energumeno che promette di salvarvi dai cattivi e un anonimo individuo che non ha cattivi da combattere, chi attirerebbe di più la vostra attenzione?
Ne aveva coscienza anche Macchiavelli, d’altronde, di quanto l’astuzia sia fondamentale per un governante, il quale però deve pur sempre riconoscere la supremazia della legge, cos’è d’altronde un principe che disobbedisce alle sue stesse leggi? Cos’è un presidente che è costantemente coinvolto in alterchi con il suo Congresso?
Ma non c’è di che preoccuparsi, perché se il leader garantisce giorni sereni e liberi da minacce, bisogna dargli fiducia, ci sarà un motivo se chi è al potere ci fa notare che i nemici sono in attesa fuori dai confini mentre chi è all’opposizione ci dice che i nemici sono al governo, chi non è al potere parla solamente per invidia.
Tuttavia, c’è una cosa che la gente ama più di un certo futuro radioso è un “sicuro” passato prospero, d’altronde “del doman non v’è certezza” come soleva dire Lorenzo de’Medici, ma il passato invece è scolpito nella storia, quello è sicuro e non si può manipolare in alcun modo…vero?
E allora M.A.G.A: “Make America Great Again”, riporta l’America nella categoria che merita, quella che non condivide con nessun altro e che anzi è ritagliata su misura apposta per lei; continua ad alimentare il sogno americano, la speranza del successo, della rottura del ciclo generazionale di povertà per alcuni o della conquista della fama e del successo per altri…ma quale dolce vita? Noi vogliamo la fast life che Trump ci garantisce, d’altronde lui è stato testimone del passato, sa cos’è successo e sa come farci tornare lì continuando ad andare avanti e a progredire (un ossimoro che a noi può risultare evidente ma che agli occhi dei suoi elettori lo è di meno); e allora ogni volta che vedo quel berretto rosso con la sigla M.A.G.A sicuramente non posso questionare il monito al rendere l’America grande, alla fine è ciò che comunemente si auspica per il proprio Stato; è più che altro l’ultima parola a suscitare in me un po’ di perplessità: “Again”? Ma quand’è che l’America è stata davvero grande?
Negli sport tanto di cappello, come anche nell’industria cinematografica e dell’intrattenimento in generale bisogna riconoscere che sanno il fatto loro, ma se ancora una volta proviamo a spogliare il soggetto della nostra analisi da tutte le sue sovrastrutture, che cosa resta?
Molti penseranno alla tirannia occidentale che gli U.S.A hanno perpetrato per anni e che non accennano a lasciare andare, i più nostalgici invece penseranno a come hanno salvato l’Europa nella seconda guerra mondiale; anche qui però ci tengo a ricordarvi che la storia non è un monolite immodificabile, soprattutto se si detiene il controllo dei media occidentali (Hollywood è la regina dell’esaltazione del mito dell’eroismo americano); i più attenti potrebbero pensare alla sostanza degli Stati Uniti come all’insieme delle sue 50 stelle che circondano trionfanti la statua della libertà; tutte risposte plausibili e delle quali si potrebbe procedere a discutere, ma anche qui rischierei di battere sentieri che per l’appunto sono stati già tracciati, quindi direi di addentrarci all’interno dell’aspetto che unisce tutti i punti della presunta “grandezza” americana: Madame Libertà.
Ma come? Prima ho fatto riferimento ad atteggiamenti tirannici ai qual tutt’oggi assistiamo, e allora che c’entra la libertà? Ebbene tale concetto non esiste solo nella sua forma di “libertà di”, ma anche e soprattutto di “libertà da”, lo sa bene il popolo del Sud Italia che “libero da” non è, dato che le mosse del caro Trump non negano la completa autodeterminazione solo in Medio-Oriente, ma si riflettono anche e soprattutto in Europa, e ad oggi (ahimè mi tocca ripetermi) anche e soprattutto nel meridione d’Italia.
E quindi l’America non libera, essa forse addirittura opprime, alla ricerca dei propri interessi compromette l’ambiente circostante, come un virus che non sopravvive perché è il migliore, ma perché è il più adatto a farlo; e allora se non si è liberi dall’America, si deve essere per forza di cose “liberi di” in America no?
Ebbene a questa domanda si può rispondere con un mezzo iconografico abbastanza chiaro: con una bandiera; nello specifico quella dai colori azzurri e bianchi che esibisce una Stella di David al centro; ebbene sì, essere “liberi di” in America è un concetto relativo e lo è da sempre, ma oggi più che mai dipende (ed è sotto gli occhi di tutti) dallo Stato d’Israele.
Dunque, se il pilastro fondamentale della grandezza americana è un costrutto astratto e manipolabile, allora quand’è che l’America è stata davvero grande? A cosa vogliono tornare quelli del M.A.G.A? Beh, è presto detto, non vogliono tornare a nulla, vogliono solo andare avanti, proseguire una marcia che non tiene conto di nulla che non sia il prossimo passo da fare (Israele permettendo), esportando delle gabbie dorate con su scritto “progresso e democrazia”; per questo ad ogni esibitone del M.A.G.A andrebbe quantomeno chiesto “Was America ever Great?” E conoscendo la risposta lo slogan di chi vuole davvero fare il bene di quello stato andrebbe rivisto, quantomeno in un nuovo M.A.G.A: “Make America Good…Absolutely.
Tornando alla figura di Trump nello specifico, sarebbe quantomeno sensato capire qual è il mezzo che tra tutte le sue facoltà lo rende davvero così potente.
L’influenza sui mass media e sulla situazione economico-sociale del globo terracqueo sono di sicuro un punto da cui iniziare; se invece la si vuole porre su un piano strettamente empirico, la famigerata “bomba atomica” risulta essere l’arma senza dubbio più potente conosciuta dal genere umano, anche se il suo potenziale utilizzo è inibito dalla consapevolezza che anche altri la possiedono, così che il contemporaneo utilizzo di anche solo due testate significherebbe game over per tutti.
C’è un mezzo però, che può decidere le sorti del mondo tanto quanto una bomba atomica e può essere utilizzato indiscriminatamente anche se non si è gli unici a possederlo, e per utilizzarlo non bisogna fare nient’altro che (in senso simbolico) alzare la mano: sto parlando del diritto di veto che gli Stati Uniti hanno all’interno del consiglio di sicurezza dell’ O.N.U.
Nonostante lo posseggano anche Cina, Russia, Francia e Regno Unito, l’effetto del veto si realizza anche qualora 4 su 5 membri del consiglio di sicurezza siano d’accordo sulla risoluzione da attuare; ciò significa che un presidente notoriamente contro-corrente, sprezzante del diritto internazionale, che non si preoccupa del fatto che le sue scelte possano stravolgere in peggio le condizioni di intere nazioni, può attuare il veto, senza limiti numerici di utilizzo.
Il quadro perciò è stato tracciato, le contraddizioni finemente delineate e gli spunti di riflessione sono parte stessa del processo di osservazione del governo di Trump, non resta che attendere i risultati delle mid-term elections, possibilmente senza mai smettere di sperare nel cambiamento di significato di quella sola lettera G: da Great a Good, questo farebbe davvero la differenza.
Fonti e percorsi
- Dacher Keltner — Don’t Let Power Corrupt You
- Gerben A. van Kleef et al. — Power, distress, and compassion: turning a blind eye to the suffering of others
- The Guardian — Are we the baddies? Pop culture’s grand reckoning with good and evil
- Treccani — MAGA (Make America Great Again)
- U.S. Congress — Overview of Article II, Executive Branch
- U.S. Congress — The President’s Powers and Youngstown Framework
- U.S. Congress — Congress’s Investigation and Oversight Powers
- Nazioni Unite — Voting System
- Nazioni Unite — Security Council Fails to Adopt Resolution on Gaza Ceasefire
- Reuters — US casts 6th veto at United Nations over war in Gaza
- Nazioni Unite — Security Council Fails to Adopt Resolution Calling for Permanent Ceasefire in Gaza, Owing to Veto by United States
- Associated Press — Trump says he won't apologize to Pope Leo and explains his reason for posting much-criticized meme
- Trump contro il Papa: "Debole, senza di me non sarebbe in Vaticano". Anche Vance duro con Leone XIV
